ATCL Magazine | Gabriele Lavia Dice Leopardi
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Gabriele Lavia Dice Leopardi

L’ultimo appuntamento del Tuscolo Arte Festival di domenica 16 luglio, ha visto l’insuperabile Gabriele Lavia, icona e baluardo del teatro italiano, donare al pubblico la poesia di Giacomo Leopardi, in un modo assolutamente personale nella forma e nella sostanza.
Lavia ‘dice Leopardi’: dice, perché non legge né interpreta, ma riversa sul pubblico le più intense liriche del poeta, da A Silvia a Passero solitario, dal Canto notturno di un pastore errante dell’Asia a La sera del dì di festa.
Gli spettatori hanno restituito al maestro una qualità di ascolto densa e attonita nonstante il sole, ancora caldo del tardo pomeriggio, illuminasse frontalmente la platea. In alcuni momenti, quando il fruscio del vento tra le fronte rompeva il silenzio del paesaggio, è sembrato vedere Lavia trasfigurarsi nel poeta stesso, seduto su una piccola sedia di legno, curvo su stesso e solo….sotto un sole cocente.
L’amore, l’intimità rubata ed immaginata fatta di attese e ricordo, i sogni senza sonno, le nobili aspirazioni dell’animo, le speranze che riscaldano lo spirito umano e che a volte svaniscono di fronte alla realtà, sono tutti elementi che rendono faticosa ed impegnativa la vita, ma straordinariamente degna di essere vissuta. Lo spettacolo è stato un viaggio nella profondità dell’animo umano. Un percorso di versi e pensieri guidati da una voce capace di suscitare in ogni spettatore una riflessione personale sul senso della vita.
“Le poesie di Leopardi sono talmente belle e profonde che basta pronunciarne il suono, non ci vuole altro. Da ragazzo volli impararle a memoria, per averle sempre con me. Da quel momento non ho mai smesso di dirle. Per me dire Leopardi a una platea significa vivere una straordinaria ed estenuante esperienza. Anche se per tutto il tempo dello spettacolo rimango praticamente immobile, ripercorrere quei versi e quel pensiero equivale per me a fare una maratona restando fermo sul posto”.

 

Gabriele Lavia Dice Leopardi

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